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Uscito nelle eleganti edizioni Christian Marinotti il libro di Gianni Contessi, in buon accordo con il titolo, si pone anch’esso piuttosto al limite accostando le vite diverse di tre artisti assai diversi tra loro: Giorgio Morandi, Aldo Rossi e Mark Rothko.
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L’autore, ben consapevole dell’azzardo, naviga non senza destrezza nel mare da lui stesso agitato, individuando per queste esistenze (secondo l’autore, portate all’estremo) capitoli nei quali vengono sviluppate, secondo differenti livelli, le comparazioni tra le vite, parallelismi successivi dai quali emerge il quadro variegato e teso delle analogie e delle differenze. Si tratta di un artificio stimolante per discutere di artisti diversi anche rispetto alla critica visto che, nel caso dell’opera di Aldo Rossi, bisogna ancora avviare una discussione documentata e approfondita e organizzare ragionamenti all’altezza del personaggio. Una esigenza ancor più sentita a causa delle diverse posizioni che emergono in modo occasionale e frammentario nelle discussioni pubbliche sul difficile momento attuale dell’architettura italiana dove a Rossi viene attribuito principalmente il ruolo di ‘inventore di forme’ o anche (nei casi peggiori) di ‘elaboratore di immagini’. Si tratta di riduzioni improponibili per definire il contributo di un intellettuale che ha avuto la forza straordinaria di rimettere in piedi l’architettura riconfigurando per essa un corpus disciplinare e un discorso teorico in grado di restituire dignità e autonomia in tempi nei quali a dettar legge erano, insieme alla sociologia e all’urbanistica del retino, le simpatie lynchane, avvisaglie eloquenti dell’americanizzazione provincialistica da confine dell’impero. Oggi, in una situazione ancor più compromessa, occorre riflettere a fondo sulla ricchezza dell’eredità lasciata da Aldo Rossi affrontandone in modo sistematico i nodi principali tra i quali, nel dilagare del soggettivismo, decisivo appare il rapporto tra oggettività e soggettività nell’opera, questione che, più di altre, attraversa e unisce le tre vite d’artista del libro.